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Testo del Codice

Val Royeaux. Qualsiasi abitante direbbe che è la più grande città del mondo. Alcuni scambiano tale orgoglio per arroganza, ma lo fanno dopo aver sorriso e annuito, poiché tale è il prezzo degli affari nella capitale. Val Royeaux è, in ogni ambito, una città dominatrice: commercio, cultura e straordinaria bellezza. Il borgo venne fondato durante la grande unificazione di Evrion, il risultato di un insieme di influenze non tanto bilanciato quanto obbligato. E laddove una tale amalgama altrove avrebbe causato il caos, la prosperità della regione ha innescato una parabola ascendente di indulgenza. Nel tempo, la capitale è divenuta un faro di civiltà e i suoi cittadini rappresentano la misura della modernità. Basta chiederlo e risponderanno così.

Un elemento di Val Royeaux è notoriamente pericoloso ed esiste in armonia tra l'aristocrazia e i burocrati di palazzo. È altresì vero che l'aristocrazia indulge nel lato più oscuro della città molto frequentemente (e discretamente), un valore aggiunto al misticismo del luogo. Altrove la nobiltà tende a essere molto più conservatrice e preoccupata della propria reputazione, anche se un viaggio nella capitale rappresenta il desiderio (spesso soddisfatto) del proibito. A Val Royeaux, le trasgressioni sono vissute e perdonate pressoché in contemporanea. Questo non significa che la città sia priva di scandali a lungo termine. Ma bisogna avere l'occhio allenato per coglierne la presenza, poiché gli abitanti della capitale sono molto attenti alla maschera che indossano. E sotto quella maschera può esserci di tutto.

—Tratto da "Val Royeaux: grandi eccessi e affini", di (un tempo) Sorella Laudine

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