Dragon Age Wiki
Advertisement


Testo del Codice

Un mago che non venga istruito dal Circolo a custodire la parola di Andraste nel proprio cuore viene definito eretico e, in quanto tale, un pericolo per tutti. Senza la guida della sacra Chiesa, un mago potrebbe dilettarsi nell'uso delle arti oscure, come la magia del sangue o l'evocazione di demoni, trasformandosi in Maleficar. E la mente di un mago rappresenta l'accesso ideale per gli spiriti dell'Oblio: senza la giusta istruzione, questo ingresso rimane aperto e incustodito. Se un demone riesce a varcarlo, il mago viene posseduto e diventa un abomino. Gli abomini sono arsi dalla follia, non intendono ragione e massacrano ogni uomo, donna e bambino che incroci il loro cammino. Intere città sono cadute di fronte a queste creature, e a migliaia sono morti per mano loro.

La Chiesa e i suoi templari hanno il preciso dovere d'impedire che ciò accada.

Se conoscessi un metodo migliore per gestire la magia, lo adotterei subito. Voi sostenete che dovremmo permettere ai maghi di proteggersi da soli. Ebbene, io vi dico che ciò non è possibile. Guardate l'Impero Tevinter: i loro magister non hanno limiti. Senza un controllo da parte della Chiesa, i magister abusano del loro potere. Chi non possiede il dono della magia viene calpestato e ridotto in schiavitù. Gli schiavi vengono sterminati a centinaia per soddisfare la brama di potere dei magister. Neppure i maghi vengono risparmiati, perché anche tra loro, così come tra gli uomini, esistono i forti e i deboli. All'Impero interessano solo i più forti, e chi non lo è viene gettato in pasto ai lupi.

Riuscite a immaginare i vostri figli che crescono in un mondo simile? Se un mago ve lo chiedesse, dovreste dargli vostra figlia, senza neppure sapere cosa intenda farne. Non potreste mai opporvi, e neppure lei. Senza i nostri templari e il Circolo, la gente comune non avrebbe difese contro la magia. Dobbiamo negare certe libertà ai maghi per il bene comune. Vorrei tanto che ci fosse un altro modo. Cerco di spiegare agli apprendisti che è una prova di fede... Che è la volontà del Creatore. Molti di loro comprendono che ciò che facciamo è per il loro stesso bene.

—Tratto da una lettera della Somma Sacerdotessa Francesca di Porto Brullo a Lord Guthrie Abholz.

Advertisement