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Testo del Codice

Salpammo da Kirkwall con venti favorevoli e cieli limpidi. Il capitano disse che saremmo giunti a Rialto entro una settimana, a patto che le condizioni meteorologiche risultassero stabili. Passai la giornata sul ponte, a chiacchierare con la ciurma. Mi ritirai quindi nella mia cabina verso il tramonto. Purtroppo, l'agitazione delle onde non mi permise di riposarmi. Perfino leggere era difficile, nonostante il libro di miti e leggende che avevo portato con me fosse piuttosto interessante. Salii sul ponte qualche ora più tardi, quando era buio. Speravo che il freddo della notte mi avrebbe portato sollievo.

Quando mi sporsi dalla balaustra della nave, sentii un grido di allarme provenire dalla coffa. Alzai lo sguardo e vidi un bagliore verde nel cielo verso sud-ovest farsi sempre più luminoso. In un attimo, divenne troppo intenso e dovetti coprirmi gli occhi. Quando alzai nuovamente lo sguardo, la luce era ancora lì tra le nuvole turbinanti. Era come se il cielo fosse stato squarciato in due e gli dei stessero gridando una sorta di vendetta.

Poi udii dei passi, e il resto della ciurma si unì a me. Ce ne stavamo lì in silenzio, timorosi di dare voce alle paure che stavano consumando i nostri cuori. Finalmente, dopo diversi minuti, sentii una voce solitaria provenire dalla coffa: "È la fine del mondo."

—Dai resoconti di Vierre Lazar di Treviso, che si vocifera essere un ex Corvo di Antiva

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