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Testo del Codice

La storia della Solcatrice dei Venti è molto antica. Le prime versioni del racconto si udirono durante l'Era Sacra. In apparenza un vascello a due alberi che salpò dalla città di Antiva con un carico diretto ai Liberi Confini, la Solcatrice si perse in una tempesta e non fece mai più ritorno.

Settimane più tardi, viene avvistata nel Mare del Risveglio, a qualche miglio da Kirkwall. Una sentinella della città superiore la scorge nella nebbia, con le vele spiegate nonostante l'assenza di vento. Vengono inviate delle barche, ma nonostante il loro impegno non riescono a raggiungere la Solcatrice. Alla fine, la nave si ritrae tra le nebbie e svanisce. Da quel giorno, viene avvistata dai marinai nel Mare del Risveglio, sempre avvolta dalla nebbia e prima di una tempesta, portatrice di una morte violenta per tutti coloro che la vedono.

Ovviamente, la leggenda della Solcatrice dei Venti viene spesso considerata una superstizione, e negli ultimi anni gli avvistamenti di vascelli immaginari sono risultati il semplice inganno della luce riflessa sull'acqua. Tuttavia, la storia viene narrata ancora oggi, per spaventare, divertire o perfino affascinare. Come conseguenza, il racconto si è evoluto. In numerose altre versioni, la Solcatrice è governata da una ciurma di spiriti bellissimi, capaci di soddisfare i più profondi desideri (carnali) di chiunque riesca a salire a bordo. In una peculiare versione della storia, il vascello viene inviato in un disastroso viaggio per scoprire la ricetta segreta della birra qunari, cadendo vittima dei loro cannoni. In seguito, torna in auge in concomitanza di importanti momenti della storia del Thedas ed è legata a figure leggendarie (inclusa Andraste) che salpano sulla nave fantasma per attaccare Par Vollen.

—Da Thedas: miti e leggende, di Fratello Ferdinand Genitivi

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