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Testo del Codice

Credo che quest'opera si chiami "I liberati sono schiavi", ovvero quel genere di cose che vengono dette ma non significano quello che dovrebbero, tipico degli abitanti del Tevinter. Racconta anche delle menzogne, ma su questo aspetto tornerò più avanti.

A parte questo, mi piace. È di ottima fattura, quasi nanica. Si ripete perché l'incisore sa il fatto suo, e perciò lo fa e lo fa ancora. Mi fa pensare che l'artista avesse una profonda conoscenza della pietra.

Detto questo, ci sono due serie di mani: una vecchia e una nuova. Prendiamo questo magister. Brilla perché è fresco. Più nuovo. Lo stesso si può dire dei trofei che ha accanto. E anche l'area vicina a essi. La parte inferiore è ricca di dettagli, ma il campo è aperto? No. L'occhio attento noterà delle ombre. Perciò chi si trovava qui se non questo bel magister? Qualcuno al suo posto e al posto dei suoi amici, due altre figure per ogni lato. Sette in totale.

Solo la parte superiore è stata cambiata. I qunari non sono stati toccati. La relativa incisione è vecchia. Quando l'opera è stata prodotta e centinaia di anni più tardi, i prigionieri qunari erano ancora adatti. Non credo sia imputabile alle stesse motivazioni.

Io posso parlare del cosa, non del perché. Posso immaginare che qualcuno volesse diventare un eroe del Tevinter e avesse pagato per avere il proprio volto inciso su un'opera d'arte. È un crimine contro gli antenati da cui discendo, ma non mi aspetto che gli abitanti del Tevinter seguano il codice d'onore dei nani. E nemmeno il loro stesso codice d'onore. Sono in guerra da lungo tempo, perciò posso capire che vogliano emergere. La stessa cosa vale per Orzammar e i prole oscura, sfortunatamente.

Peccato aver perso l'originale. Non per i sette, ma per l'incisore. Un ottimo lavoro davvero. [[ru:Кодекс: Истории каменщика: свободные рабы]

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