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Testo del Codice

Siano benedetti coloro che si ergono
Contro la corruzione e la malvagità e non vacillano.
Beati siano i custodi della pace, i paladini dei giusti.

Beati i virtuosi, nostra luce nelle tenebre.
La volontà del Creatore è scritta nel loro sangue.

— Cantico delle Benedizioni, 4:10-11

Predicando questi versi, Andraste indicava ai suoi seguaci una strada virtuosa. "La volontà del Creatore è scritta nel loro sangue" si riferisce all'atto di sacrificarsi per una causa giusta, ma come in molti altri passaggi del Canto, questi versi nascondono un significato più profondo. "Nel loro sangue" può essere interpretato come un riferimento alla continuità, a un susseguirsi di vite condotte umilmente e gradite al Creatore.

Piuttosto che a una battaglia fisica contro demoni o eretici, Andraste si riferisce alla necessità per i suoi seguaci di giudicare le pulsioni del proprio cuore, invitandoli a liberarsi di quelle impure o ingannevoli. "Paladini dei giusti" sono coloro che possiedono il coraggio di ammettere le proprie mancanze e di rimediare a quelle che vedono.

Non a caso la Quarta stanza è popolare tra i militanti della Chiesa, come i cavalieri incantatori e l'ordine dei templari.

Riflessioni sul Canto della Luce, di Madre Bezoria della Gran Cattedrale, 9:39 Era del Drago

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