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Testo del Codice

Credete sia difficile affrontare i qunari sulla terraferma? Allora non avete mai provato a combatterli in mare aperto. Niente vento, vele immobili e quei grossi bastardi che sopraggiungono. Abbiamo sempre preso in giro i qunari per il loro inetto servilismo, ma siamo stati testimoni della loro disciplina mentre si avvicinavano senza esitazione, con i vogatori in perfetta forma, dove invece i nostri schiavi crollavano sotto il peso della fatica.

Fecero per superarci, con una nave grande il doppio della nostra. Virammo verso di loro per abbordarli, ma una serie di esplosioni squarciò le onde e fummo avvolti dal fumo. Palle di ferro grandi quanto una testa umana sfrecciavano come fossero state scoccate da un arco. Devastarono chiglia, albero maestro e marinai. La nostra nave fu distrutta come se fosse un giocattolo. Sarei morto in quelle acque, se non fosse passata di lì una nave mercantile venuta a indagare sul relitto.

Quel giorno capii che nonostante l'Impero possa vincere la guerra contro i qunari sulla terraferma, in mare non avrebbe speranza alcuna. Fu anche il giorno in cui decisi di cambiare vita e diventare la guardia del corpo di un mercante.

—Da Esiliati dell'impero, di Gregorias Pepigit

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