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Testo del Codice

La vittoria nel Grande Gioco non dipende unicamente dal potere o dai contatti di cui si dispone e neppure dalle reti di inganni che si riescono a ordire. Un fattore essenziale è rappresentato da ciò a cui si è disposti a rinunciare.

Le cosiddette monete capriccio sono un esempio perfetto. Un tempo erano "attestati di stima" che gli chevalier ricevevano in dono da amanti o patrocinatori. Quello di lanciarle nelle fontane era un gesto di pura superstizione: la moneta veniva offerta in sacrificio ad Andraste per ottenere la sua protezione sul campo di battaglia. Più ne venivano offerte, maggiori erano le probabilità di scampare ai capricci del destino (da qui il loro nome). Con il passare del tempo, le monete capriccio sono diventate un simbolo di prestigio sociale: più se ne possiedono, maggiore prestigio si acquista in pubblico quando vengono gettate via. E più forte appare la propria posizione nel Gioco.

—Da Guida per le vedove alla buona società, di dama Alcyone

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