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Testo del Codice

E così Velcorminth brandì l'enorme martello decapitando di netto Bann Alamarri. Ergendosi sul cadavere dell'avversario, Velcorminth esclamò a gran voce: "Pensavate di potermi sconfiggere, cani? Inchinatevi a me e ai miei segugi. Questi sono i Mastini da guerra!". Non appena poggiò al suolo il martello ricoperto di sangue, i nemici tremarono di terrore.

Ma quel giorno la vittoria non arrise ai Chasind, come dimostrò l'ingresso in scena di Hafter. "Io sono Hafter," disse, "nemesi dei prole oscura, condottiero degli Alamarri. Non esistono mastini né lupi in grado di spaventarmi".

Ebbe inizio un duello di tre giorni e tre notti. I due rivali erano madidi di sangue, feriti, stremati. Ma al millesimo fendente la lama di Hafter, Yusaris, trovò il cuore di Velcorminth. "I Chasind sono banditi da queste terre. Ho sconfitto il migliore dei vostri uomini e ora la sua arma è mia", commentò Hafter. "Se oserete vendicarvi di me o dei miei figli, vi prenderò molto di più." Per questo motivo, ancora oggi i Chasind non escono quasi mai dalle proprie selve. E gli eredi di Hafter continuano a difendere le nostre terre.

—Da "Racconti degli Alamarri", autore anonimo

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