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Testo del Codice

Devo correggerti, apprendista. È vero che la magia del sangue fa parte della storia del Tevinter, ma ci sono ragioni più che valide, non solo quelle esposte nei sermoni della Chiesa, se oggi tali pratiche sono considerate sconvenienti. Considera gli antichi magister che tentarono di disegnare una mappa dell'Oblio stesso. Un fine senz'altro nobile, ma a quale costo! Terminate le scorte di lyrium per i loro incantesimi, i magister versarono il sangue di centinaia di schiavi. A che pro? La natura mutevole dell'Oblio vanificò questi sacrifici, che anzi ebbero l'effetto di rendere i magister vulnerabili alla possessione demoniaca. Una disgrazia!

Alcuni continuano a idolatrare Tirena della Roccia, che nell'Era dell'Acciaio impiegò la magia del sangue contro i qunari. Pare che si tagliò le vene lungo la costa di Marnas Pell mentre le navi da guerra qunari si stagliavano all'orizzonte, colpendole con devastanti incantesimi che bollirono il sangue di quei marinai nel profondo della loro carne. Una terribile dimostrazione di forza, ma che rese i qunari ancora più spietati quando poi assediarono i porti di Carastes.

Per non parlare di Magister Calanthus, uno sciocco convinto di poter "ascendere" tramite la magia del sangue! Ben trentatré schiavi persero la vita in quel rituale e Calanthus divenne un abominio così repellente che i suoi stessi apprendisti si cavarono gli occhi per non vederlo.

Tu porti l'esempio degli amanti Crescens e Seraphinian. Certo, Seraphinian offrì il proprio sangue per curare la terribile malattia di Crescens, che poi visse a lungo. Ma se perfino l'uso più nobile della magia del sangue implica la morte di qualcuno, non ti sembra una ragione più che sufficiente per metterla al bando?

—Lettera di Magister Aesthia alla sua apprendista, 7:71 Era della Tempesta

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