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Testo del Codice

Da studioso, analizzai ogni singolo aspetto dell'Oblio come un bambino seziona un topo o una rana. Ero giovane e ambivo al potere che poteva scaturire dalla conquista di questa dimensione. Cercai invano di tracciare una mappa dei suoi sentieri, poi addirittura di dominarli. Accecato dall'arroganza, lottai contro la stessa natura dell'Oblio. Come si può manipolare un sogno? Come si può controllare un pensiero, in modo che in ogni sua fase si sviluppi seguendo un determinato percorso?

L'Oblio si spalancò dinnanzi a me solo quando rinunciai ai miei desideri e mi feci più umile. Gli spiriti si proposero di guidarmi, come lanterne nelle tenebre. Essi ordinavano ai sentieri di farsi immobili, affinché potessi percorrerli più e più volte. Mi mostrarono oceani infiniti che non erano fatti d'acqua, ma di ricordi, qui confluiti dalle menti dei Sognatori. Assaporai questi preziosi istanti cristallizzati, quadri perfetti in ogni dettaglio. Mentre esploravo questo reame impossibile, gli spiriti mi proteggevano da presenze più oscure. Così imparai a fidarmi, perfino ad amarli, e vidi il mio stesso amore riflettersi in loro.

Chi mira a dominare l'Oblio non potrà mai scoprirne i segreti. L'Oblio è il maestro, l'insegnante. Noi siamo semplici apprendisti.

—Dagli scritti di Magister Callistus di Taraevyn, altrimenti noto come Callistus, l'Allievo dell'Oblio.

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