Dragon Age Wiki
Advertisement


Testo del Codice

Sarebbe più semplice dire che le leggi della natura non valgono nell'Oblio. Indubbiamente, i viaggi in questa dimensione sono spesso sconcertanti per i maghi, ma mai così caotici da impedire una descrizione razionale. Gli oggetti qui presenti, anche se in apparenza disposti casualmente, rispondono in molti casi alle stesse leggi del mondo reale. Un libro si apre e rivela le sue pagine, anche se queste possono essere vuote o incomprensibili. Penna e calamaio consentono di scrivere, anche se la penna può muoversi da sola e il calamaio rivelarsi inesauribile. Gli oggetti sospesi, inoltre, fluttuano come se fossero sorretti da sostegni invisibili: per esempio, le candele sono sospese là dove si troverebbero i rispettivi candelabri, se soltanto esistessero.

Perché le leggi del Creatore sono travisate, ma non del tutto infrante? Perché un libro non si trasforma in un drago, o una statua non esplode in infiniti frammenti di energia? La risposta, o almeno così ritengo, sta nel fatto che molti degli oggetti visibili nell'Oblio sono stati creati dall'uomo. Le statue sono manufatti scolpiti da mani mortali e provvisti di una specifica, immutabile funzione. Gli oggetti che più si oppongono alle leggi della natura sono, ironia della sorte, quelli più "naturali", quali per esempio le enormi rocce sospese nel cielo. Mai toccate da mano umana, mai convertite a uno scopo da una mente mortale.

Suppongo, senza però esserne certo, che se i nani potessero sognare e plasmare l'Oblio con le proprie percezioni, le rocce non fluttuerebbero affatto.

—Da La natura del Velo, dell'Incantatore Ephineas Aserathan

Curiosità

  • Se Cole è presente durante il ritrovamento del codice, esclama: "Ricordano ancora quando erano superiori, prima che si risvegliasse e tutto franasse.".
Advertisement