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Testo del Codice

Valos atredum. Nel ventitreesimo anno di regno di Re Ragnan Aeducan, un vecchio appartenente alla casta dei servitori fu accusato di aver rubato un anello con uno zaffiro al proprio padrone, Lord Dace. Il servitore fu privato del proprio rango e gettato in strada insieme alla sua famiglia, prima di morire, poco tempo dopo.

Suo figlio sfidò Lord Dace a una Prova d'Onore, sostenendo che suo padre era stato vittima di un'ingiustizia e che gli antenati ne erano testimoni. Lord Dace non poté far altro che accettare.

Sulla sacra pietra dell'Arena delle Prove, il nobile affrontò il figlio del servitore. Lord Dace portava una spada forgiata per la sua mano e indossava l'armatura del suo bisnonno. Il figlio del servitore non aveva né armi né un'armatura. Quando la battaglia ebbe inizio, il ragazzo combatté con la stessa foga di un branco di cacciatori oscuri affamati, scagliandosi contro il lord sbigottito, privandolo della sua spada e aprendogli l'armatura a mani nude. Il ragazzo gettò a terra il lord e iniziò a colpirlo finché questi non implorò pietà.

Come risultato, lui e la sua famiglia ottennero di nuovo il loro posto in casa Dace e l'onore di suo padre fu ristabilito. Gli antenati avevano emesso il loro verdetto e nessuno avrebbe osato metterlo in dubbio.

—Tratto dal racconto del Modellatore Vortag.

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