Dragon Age Wiki
Advertisement


Testo del Codice

Avete mai sentito la storia di Re Bedwyr? Bedwyr, come la maggior parte dei sovrani, era un uomo orgoglioso che si aspettava la totale lealtà dai suoi sottoposti. Credeva che il modo migliore per ottenerla fosse attraverso la paura. Dopotutto chi lo temeva non osava mettere in dubbio la sua autorità. E cosa più importante, coloro che lo temevano avrebbero sempre cercato di compiacerlo.

Bedwyr instillava il terrore nei suoi sottoposti attraverso l'uso sconsiderato di uno strumento noto come "la vergine". La vergine era una bara di ferro messa in verticale, alta, larga e profonda abbastanza da contenere un uomo, con all'interno delle punte acuminate che penetravano le carni del poveretto o della poveretta al suo interno. La vergine era molto preziosa per Bedwyr, infatti occupava un posto d'onore nella sala del trono e spesso allietava i presenti con le urla dei prigionieri rinchiusi al suo interno. Rivali politici, presunti assassini, ministri traditori: la vergine li castigava tutti. Ma con il passare del tempo, sempre più persone venivano imprigionate in questo strumento di tortura per i motivi più futili: il cuoco che aveva salato troppo il cibo oppure il paggio che aveva fatto cadere la spada. La vergine divenne l'incubo del regno e la gente pregava per essere liberata da quel crudele sovrano.

Poi, un giorno, una strana donna giunse in città. La chiamavano Ember ed era un emissario proveniente da una terra lontana. I suoi capi avevano sentito parlare della saggezza e dell'autorità di Bedwyr ed ella era venuta fin qui per chiedere consiglio al re. All'idea che la sua fama avesse raggiunto territori così lontani, Bedwyr si gonfiò d'orgoglio e concesse udienza alla donna.

Cenarono e danzarono. Ed Ember riempì il re di adulazioni per tutto il tempo. Al termine della serata, Ember chiese di vedere la vergine, l'infame strumento che aveva dato a Bedwyr tutto quel potere. Il re, felice della richiesta, mostrò a Ember la vergine vuota. Ember la osservò, sospirò delusa e disse: "Non sembra così terrificante come immaginavo. Pensavo che le punte fossero più acuminate."

Bedwyr si fece rosso in volto e replicò: "Le punte sono acuminate a sufficienza. Basta osservare il sangue che ancora le macchia!"

"Ma è così piccola", disse Ember. "Le vittime sono solo donne e bambini?"

Bedwyr divenne ancor più rosso e rispose: "Certo che no. La vergine ha divorato innumerevoli uomini."

Ember scosse il capo e disse al re: "Non ci credo. Nessun guerriero avrebbe paura di uno strumento simile. Un uomo come voi, alto e muscoloso, non ci entrerebbe."

Il re rise di gusto e decise di dimostrare egli stesso l'efficacia della vergine. "Vi faccio vedere io con quale facilità un uomo della mia stazza può entrarci", disse. E così fece. Ma Ember non aspettava che questo e in un batter d'occhio il re si trovò imprigionato nella bara di ferro, dove Ember l'aveva rinchiuso.

La donna prese la vergine con all'interno il re urlante. Uscì dal castello ed entrò in città. La gente, finalmente libera dalla tirannia di Bedwyr, esultò e danzò al ritmo del "canto" che proveniva dalla vergine. Fino a che non sovvenne la morte del malcapitato re e il canto cessò.

—Una storia che viene raccontata spesso alla taverna della Vergine Canterina

Curiosità

  • La vergine canterina della storia è una citazione della reale macchina di tortura Vergine di Norimberga.
Advertisement