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Testo del Codice

Mio padre morì con onore, dunque lo affidammo al cielo. Io e mio marito guidammo la processione fino alle vette, cantando. Armati di coltello e martello, straziammo le carni e spaccammo le ossa. Poco prima di andarmene, vidi le cornacchie nere scendere in picchiata per portare mio padre alla sua nuova casa. La Signora dei Cieli ci aveva sorriso.

La nostra tribù non ha mai mancato di onorare la Signora. I voli dei suoi uccelli svelano il futuro al nostro sciamano. Sacrifichiamo i lupi sui suoi altari. In cambio, la Signora ci dona prede da cacciare e vittorie in guerra. Quando una coppia viene legata dai sacri nodi, intoniamo il suo inno.

Noi Avvar non abbandoniamo mai il ghiaccio e la pietra. Non ci siamo mai piegati a Calenhad come fecero gli Alamarri, né mai le parole della loro nuova Profetessa ci renderanno schiavi. Siamo inflessibili come il cielo, e tributeremo alla nostra Signora gli onori che merita.

—Riflessioni della falconiera Anashe della tribù degli Avvar

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