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Testo del Codice

Nessuno sa per certo da dove provenga questo amuleto. Tutto ciò che si conosce fa parte di una leggenda.

Molto tempo prima che la Città Dorata si oscurasse, nell'Impero Tevinter, alla corte dell'arconte, viveva un vecchio e fragile mago. Egli era il più umile dei maghi di corte e aveva come compito quello di accendere le migliaia di candele e di spegnerle quando l'arconte si ritirava nelle sue stanze la sera. Era ritenuto inutile da gran parte dei magister influenti.

Ma stava solo attendendo il suo momento.

Un giorno, quando tutti i magister dell'Impero erano riusciti nella grande sala dell'arconte, il mago evocò un'enorme tempesta di fuoco, cercò di uccidere tutti i presenti e di prenderne il potere. A corte vi erano i maghi più potenti dell'Impero, i quali reagirono subito per eliminare l'aspirante usurpatore. Si accorsero però, con grande stupore, che la loro magia non poteva nulla contro il vecchio mago. Ogni incantesimo che lanciavano veniva contrastato, e cominciarono a morire, uno dopo l'altro, finché non rimasero solo l'arconte e il mago, impegnati in una battaglia di magia e di volontà.

L'arconte vide che a ogni incantesimo che lanciava, il mago sembrava indebolirsi e comparire sempre di più, così prese a bombardarlo un incantesimo dietro l'altro, finché non rimasero solo le rovine del palazzo, con i cadaveri della corte, e un pendente dorato appartenuto al mago... l'arconte lo prese e lo conservò per ricordare a se stesso che il tradimento può venire anche dalle persone più insospettabili.

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