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Nota: In DAO, il titolo della voce è "June: dea dell'arte"ù


Testo del Codice

Dedichiamo ogni nostro manufatto a June, poiché è lui che insegnò all'antico popolo[1] come piegare i rami degli alberi per fare gli archi e come ricavare protezioni di pelliccia e di legnoferro. Senza June potremmo avere l'aravel o le bardature per i nostri halla?

Quando l'antico popolo[2] era giovane, vagavamo per le foreste senza uno scopo. Bevevamo dai torrenti e mangiavamo le bacche e la frutta secca che trovavamo. Non cacciavamo, poiché non possedevamo gli archi. Non indossavamo nulla, poiché non sapevamo come filare o tessere. Tremavamo nelle notti gelide e pativamo inverni di fame, quando tutto il mondo era ricoperto di ghiaccio e neve.

Poi giunse Sylaise la Guardiana del Focolare, che ci donò il fuoco e ci insegnò come alimentarlo con il legno. June ci insegnò come realizzare archi, frecce e coltelli, affinché potessimo cacciare. Imparammo a cucinare la carne delle creature che cacciavamo sul fuoco di Sylaise e imparammo a indossare le loro pelli e pellicce. E l'antico popolo[2] non ebbe più fame né freddo.

Come narrato da[3] Gisharel, guardiano del clan Ralaferin degli elfi dalish

Note

  1. Orig. al Popolo
  2. 2,0 2,1 Orig. il Popolo
  3. Orig. Secondo la narrazione di

Curiosità

  • Sebbene il titolo della versione italiana di Dragon Age: Origins sia stato localizzato come "dea dell'arte", sia la voce italiana di Dragon Age: Inquisition che entrambe le versioni in inglese sembrano smentire la possibilità che si tratti di una divinità femminile.
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