Dragon Age Wiki
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Testo del Codice

Allora, ti stai abituando alla vita di superficie? Voglio darti qualche dritta. Per prima cosa devi ricordare che non hai a che fare soltanto con i tuoi simili. Arriveranno clienti da ogni dove che parlano le lingue più disparate. E ti garantisco che le imprecazioni sono la parte più importante di ogni lingua di questo mondo. Ti rendono più credibile. E quindi più ricco.

Quasi tutti gli elfi che vedi in città sono servitori, e gli umani in cerca di guai li chiamano "orecchie a punta"; se gli elfi rispondono a tono accusandoli di essere "sh'am" o "rapidi", vedrai presto scorrere sangue. Gli elfi dalish insultano quelli che vivono con gli umani definendoli "orecchie piatte", un po' come i nostri compagni giù di sotto ci chiamano "ciechi alla Pietra".

Anche gli umani non risparmiano gli insulti quando vengono alle mani. Spesso e volentieri si riferiscono a parti del corpo di una donna che un tempo arsero viva, o alla divinità che chiamano "Creatore". Urlando "Per lo spirito del Creatore!" puoi mettere in riga qualche spaccone, ma occhio che le sacerdotesse potrebbero offendersi. E ricorda che a quelli della Chiesa non piacciono i maghi. In presenza di un mago definito "ammaliatore", nascondi qualsiasi cosa che sia lontanamente infiammabile.

Poi ci sono tutte quelle splendide espressioni comuni che sentirai più spesso e che vogliono solo dire "al diavolo!", come "fenedhis!" nel caso degli elfi, "dannazione!" per gli umani e "vashedan!" per i qunari. Non ne sono certo, ma un paio di volte ho sentito gente del Tevinter gridare "kaffar!". Penso che il senso sia più o meno lo stesso.

Se qualcuno si rivolge a te in questo modo, cerca di perdere al massimo un affare, non la vita.

—Messaggio di Hardal, un nano mercante di superficie, a un apprendista appena arrivato da Orzammar

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