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Testo del Codice

Tutto iniziò con un uomo: Ivar Jerriksen.

Costretti dalla guerra e dalla sventura ad abbandonare il proprio villaggio, e senza più un thane, Ivar e ciò che restava della sua gente attraversarono le montagne. L'inverno era inclemente. I venti di Hakkon riecheggiavano tra i picchi. Le belve fuggivano e i cacciatori tornavano quasi sempre a mani vuote. La gente di Ivar si indeboliva sempre più. Temevano di essere maledetti. All'avvicinarsi di una bufera, si strinsero intorno a un misero falò per godere di un po' di calore. Dopo tre giorni in queste condizioni, ormai si davano per spacciati.

La terza notte, mentre montava la guardia, Ivar vide un grosso orso grigio tra la neve. Per quanto fosse lontano, Ivar sentì che la bestia lo stava fissando e qualcosa lo indusse a seguirla. Così avanzò da solo, sfidando il vento e la neve. L'orso possente lo precedeva a una certa distanza, ma senza mai farsi perdere di vista.

Quando l'orso si fermò, Ivar si portò accanto a lui e ai suoi occhi si presentò un luogo riparato in cui la sua gente avrebbe potuto trovare rifugio. Ivar tese la mano alla sua guida, toccando però della nuda roccia piuttosto che pelliccia. Inginocchiatosi davanti alla grande roccia, rese grazie a Korth il Padre della Montagna, convinto che avesse assunto le sembianze di un orso per guidarlo fin lì.

Ivar tornò dai suoi e li condusse nel luogo riparato. Successivamente prese il nome di Ivar Favorito dalla Neve e fu nominato nuovo thane da coloro che aveva salvato. Il villaggio fu battezzato Roccia Ursina in onore della visione di Ivar, e in questo luogo abbiamo prosperato.

—Da Storie del selvaggio sud: una raccolta di leggende delle nazioni barbare del Ferelden, di Dama Susanna Ashwell di Ansburg

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