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Testo del Codice

Cinquant'anni. Il tempo che l'Impero impiegò per respingere gli invasori qunari. Ma il resto del Thedas settentrionale non fu altrettanto fortunato.

Il Nero Divino e la Bianca Divina diedero inizio alle Sacre Marce, collaborando per la prima volta dallo scisma della Chiesa. Ne seguì un assedio lungo un secolo, con i giganteschi qunari asserragliati tra Antiva e Rivain che dovettero fronteggiare eserciti provenienti dall'intero Thedas.

La guerra prosciugò le risorse di tutte le nazioni del Thedas, lasciandole in larga parte sull'orlo del baratro. Per quanto riguarda i giganti, non furono i danni subiti dalla propria armata a convincerli alla resa, ma il terribile prezzo pagato dalla popolazione rivainiana. Quando la terza nuova Sacra Marcia massacrò i cittadini di Kont-aar senza nemmeno scalfire la forza d'occupazione qunari, i giganti annunciarono finalmente la ritirata.

Il trattato che pose ufficialmente fine al conflitto con i qunari fu siglato nell'isola neutrale di Llomerryn, al largo della costa meridionale di Rivain. Così i qunari salparono dalle nostre coste 150 anni dopo il loro assalto iniziale contro l'entroterra, ricevendo l'arcipelago settentrionale in cambio della cessazione delle ostilità con le nazioni presenti alla firma del trattato. Solo il Tevinter rifiutò di siglarlo, tanto che ancora oggi la guerra continua a infuriare entro i confini dell'Impero.

Vale la pena notare, tuttavia, che il Regno di Rivain violò immediatamente il trattato. Per ben due volte. La prima quando gli umani a nord di Rivain (quasi tutti seguaci del Qun e, di conseguenza, considerati "qunari") rifiutarono di lasciare le proprie case per trasferirsi nell'arcipelago. La seconda quando la Chiesa di Rivain e le forze nazionaliste, non riuscendo a convertire la popolazione al culto del Creatore, ricorsero alla violenza massacrando schiere di innocenti e gettando le pile di cadaveri in fosse comuni. Per nostra fortuna i leader di Kont-aar non allertarono i propri alleati nel Passaggio Settentrionale, altrimenti saremmo ancora in guerra con i giganti.

—Da "Le Sacre Marce: esame delle strategie militari della Chiesa", di Sorella Petrine, studiosa della Chiesa

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