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Testo del Codice

Solo sessantacinque membri del nostro gruppo sono riusciti ad arrivare ad Halamshiral. Alcuni si sono arresi. Altri si sono ammalati, soprattutto i più piccoli. I banditi ci perseguitavano. Possa mia madre perdonarmi, ma ho dovuto rubare del cibo. Una ragazzina mi percosse per del pane. Pochi giorni dopo, la trasportai per miglia poiché non si reggeva più in piedi. È morta tremante tra le mie braccia.

Avevo un padrone, un mago. Mi dava da mangiare, non mi picchiava mai. Mi insegnò perfino a leggere. Ma quando aveva una teoria o un incantesimo da collaudare, prendeva i sui pugnali, gli altri servitori mi legavano a un palo e cominciava ad aprire tagli su tutto il mio corpo. Avevo paura. Ogni volta credevo che sarebbe stata l'ultima. Nel peggiore dei casi svenivo, venivo bendato e restavo a letto immobile per giorni. Gli altri schiavi venivano a trovarmi in segreto per controllare se stessi bene. Ecco perché viaggiai da Vol Dorma fino alle Valli con addosso solo degli stracci.

Ecco perché, quando partimmo, eravamo in centocinque, tutti elfi. Ecco perché caddi in ginocchio e piansi quando attraversammo i cancelli della nostra nuova casa, un villaggio per la mia gente.

—Resoconto anonimo del Lungo Viaggio, raccontato da Fratello Pekor del Ferelden, intorno al 140 Era Antica

Categoria:Voci del Codice: Storia

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