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Testo del Codice

Un viandante chiese all'ashkaari:

"Sai dirmi qual è il nostro scopo?"

E il sommo ashkaari rispose: "Ti racconterò una storia."

Un'alta statua di granito si erge su un'isola e tiene a bada il mare.
Sembra toccare il cielo, e da lassù vede i confini del mondo.
Le onde bagnano i suoi piedi.
I giorni passano rapidi, un ciclo di luce e buio. La marea si alza per divorare la terra, poi si abbassa.
Il sole e le stelle cadono nel mare, poi riemergono.
Si alza la marea, cala la marea, ma il mare è immutabile.
Lottare è un'illusione. Non c'è nulla contro cui lottare.
L'illusione si insinua in profondità. La statua resiste al flusso e al riflusso del mare, E ogni onda le porta via qualcosa.
Inveisce contro il sole che tramonta, e ogni volta il suo volto si ustiona. Non sa nulla di sé.
Resiste testarda alla saggezza, mentre viene mutata.
Chi cerca uno scopo, si abbandoni alla marea. Si lasci trasportare da essa.
Non temere il buio. Il sole e le stelle torneranno a guidarti.
Hai visto grandi re erigere monumenti alla propria gloria
Poi crollati e consegnati all'oblio.
Quanto è più grande il mondo della loro gloria?
Lo scopo del mondo si rinnova a ogni stagione. Ciascun mutamento segna soltanto
Una parte del tutto.
Il mare stesso, il cielo stesso:
Niente di speciale. Solo parti del tutto.

—Tomo di Koslun, il Canto dell'Anima

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