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Testo del Codice

Al giorno d'oggi, parlare di Shartan, l'elfo che insorse contro i suoi padroni del Tevinter per aiutare l'invasione dei barbari di Andraste, è considerata un'eresia.

Sembra che la maggior parte della gente preferisca credere che Andraste abbia attraversato il Mare del Risveglio con solo un cestino di fiori e canti di pace e armonia. In realtà, giunse con un'orda di guerrieri alle spalle e, senza una ribellione in corso tra i nemici, probabilmente la sacra invasione sarebbe fallita.

Shartan era uno schiavo divenuto famoso come guerriero e, in seguito, devoto di Andraste, come sappiamo dai Cantici di Shartan, che narrano il loro incontro nei Campi Valeriani. Andraste gli donò una lama mistica che lui soprannominò "Glandivalis" (traduzione ignota), arrivando a combattere persino al fianco di Maferath. Oggigiorno, i Cantici appartengono ai Versi Discordanti, ed è così dai tempi della Sacra Marcia delle Valli.

Pare che non ci piaccia parlare degli eroi elfici o del ruolo che essi svolsero nella guerra di Andraste, così come non ci piace ricordare i barbari e il terribile numero di vittime che accompagnò tale guerra. Con il passare delle ere, gli eroi come Shartan diventano dei miti, ma alcuni di noi ricorderanno sempre la verità.

—Tratto da "I Versi Discordanti" di Sorella Petrine, studiosa della Chiesa, 9:25 Era del Drago

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