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Nota: In DAO, il titolo della voce è "Falon'din: amico dei defunti, la guida"


Testo del Codice

"O Falon'Din
Lethanavir, amico dei defunti
Guida i miei passi, placa la mia anima[1],
Donami il riposo."

Nei tempi antichi, l'antico popolo non invecchiava[2] ed era eterno. Anziché morire entrava nell'uthenera, il lungo sonno, e percorreva gli incostanti sentieri oltre il Velo con Falon'Din e suo fratello Dirthamen. Questi anziani appresero il segreto dei sogni e alcuni tornarono all'antico popolo con nuove conoscenze.

Ma poi il nostro sangue accelerò e noi diventammo mortali. Chi moriva camminava con Falon'Din nell'Aldilà e non faceva più ritorno[3]. Avrebbero voluto consigliarsi con Dirthamen riguardo al loro passaggio, ma la sua saggezza era perduta, poiché era andata con loro nell'Aldilà e non era mai giunta all'antico popolo[4].

Poi Fen'Harel fece allontanare gli dei e chi moriva non disponeva più della guida di Falon'Din. E così imparammo a seppellire insieme ai nostri cari un bastone di quercia, affinché non cadano lungo i sentieri, e un ramo di cedro, per allontanare i corvi Paura e Inganno che un tempo servivano Dirthamen e ora non hanno più un padrone.

—Come narrato da Gisharel, guardiano del clan Ralaferin degli elfi dalish

Note

  1. Orig. Guida il mio passo, calma la mia anima
  2. Orig. il Popolo non aveva età
  3. Orig. e non tornava più
  4. Orig. al Popolo
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