Dragon Age Wiki
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Vedi anche: Dragon Age: Hard in Hightown

Testo del Codice

Di Varric Tethras

Il maggiordomo del Giudice Dunwald aveva l'aria di essere un uomo che in vita sua non si era mai alzato prima dell'alba. Fissava con sguardo vacuo Donnen Brennokovic e il suo collega, Jevlan, come se si trovasse su una balconata d'onore sopra di essi, piuttosto che in vestaglia nel salotto del suo signore.

"Il giudice è indisposto. Suggerisco di rimandare a un'ora più consona", disse alle due guardie, indicando l'uscita.

"Il giudice è morto", lo corresse Donnen. "Date la sveglia."

Mentre il maggiordomo si allontanava, la palpabile agitazione di Jevlan faceva tintinnare la sua nuova armatura. "Non dovremmo chiamare il capitano?"

"Se vuoi tornare alla caserma, fai pure.", rispose Donnen distrattamente, mentre esaminava gli oggetti presenti nella stanza. Una decina di spade antiche, riposte con cura in lussuose vetrine e protette da polvere e dita indiscrete. Donnen fece per alzare il coperchio di quella più vicina, con grande sgomento da parte di Jevlan, quando le porte si aprirono.

Aveva occhi color topazio e capelli scuri che le tagliavano la fronte come colpi di spada. Attraversò il salotto con tale eleganza solenne che Donnen si accorse solo qualche minuto dopo che la donna non indossava un abito da sera, ma una semplice vestaglia.

"Avete notizie di mio marito? Cosa ha combinato questa volta? Ha conti in arretrato alla Rosa?", chiese la donna mettendosi a sedere e invitando le due guardie a fare altrettanto. Donnen lasciò a Jevlan l'onere delle spiegazioni.

"No, Dama Dunwald", esordì Jevlan, "a dire il vero..."

"Chiamatemi Marielle", disse lei interrompendolo con un cenno.

"Dama Marielle, vostro marito è stato assassinato", intervenne Donnen per salvare la recluta dall'imbarazzo. "Quando l'avete visto l'ultima volta?"

Marielle sgranò gli occhi e rispose con un filo di voce: "Assassinato? Seamus?". Dopo appena qualche istante, tuttavia, tornò a essere un perfetto esempio di grazia nobiliare. "L'ho visto a cena", rispose con eccezionale disinvoltura, "poi è uscito al tramonto. Aveva in programma una partita a Grazia Malevola con il Comte de Favre".

"Vi viene in mente qualcuno che poteva desiderare la sua morte?", chiese Donnen garbatamente.

"I giudici sono detestati a priori", rispose lei con un debole sorriso, tradendo però la sua crescente inquietudine. "Criminali. Avversari politici. Persone comuni con opinioni diverse dalle sue", proseguì perdendosi nei suoi pensieri. Poi si ricompose e trafisse Donnen con uno sguardo deciso: "Una settimana fa arrivò una lettera vagamente minacciosa. Per me non era niente di serio, ma Seamus ne sembrò turbato".

"Il mittente?", la interrogò Donnen.

"Era anonima. Ma il sigillo recava un simbolo con sei spade incrociate."

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