Dragon Age Wiki
Advertisement


Testo del Codice

In un villaggio poco distante dal nostro vivevano due uomini, Ivatt Jovsen e Rekkas Hildsen. Appena venne a sapere che gli abitanti del bassopiano stavano marciando verso il suo villaggio, Ivatt si mise alla loro ricerca. Li trovò in una vallata e il suo cuore si rabbuiò vedendo le armature che indossavano e la brama di affrontare gli Avvar, peraltro in così grande numero. L'astuto Ivatt studiò le rocce sopra gli abitanti del bassopiano e, quando si accamparono per la notte, scalò la vetta più alta e spinse un grosso masso sull'orlo del precipizio, proprio sopra i loro fuochi. L'enorme pietra scivolò a valle alzando una pioggia di terra e detriti. Oltre metà accampamento fu travolto dalla frana e i superstiti fuggirono terrorizzati verso il bassopiano.

Il villaggio di Ivatt organizzò un grande banchetto in suo onore e compose canti che lo immortalavano con il nome di Ivatt Rombo Roccioso. Rekkas Hildsen era invidioso. Non era forse un migliore arciere di Ivatt? E non correva più veloce di lui? Un mostro colossale dimorava in cima alla montagna che sovrastava il villaggio. Aveva piume dorate, artigli affilati e catturava gran parte delle prede nella vallata. Rekkas giurò che avrebbe ucciso la bestia per guadagnarsi un epiteto altrettanto glorioso, così si inerpicò sulla montagna.

La prima notte, Rekkas trovò e uccise un montone. La seconda notte, Rekkas trovò e uccise un halla. La terza notte, Rekkas trovò il nido del mostro piumato, ma era vuoto. L'abile cacciatore posò il montone e l'halla nel nido, poi si nascose al suo interno. Il mostro tornò all'alba e, mentre era distratto a tranciare avidamente la carne, Ivatt balzò fuori dal nascondiglio e gli affondò la spada nelle terga.

Il mostro strillò. La spada restò conficcata nella sua pelle dura. La bestia spiccò il volo e Rekkas, terrorizzato, non poté fare altro che restare aggrappato al suo dorso. Il mostro si dimenò nel tentativo di scrollarselo di dosso, finché la spada non cadde nella vallata sottostante. Disperato, Rekkas si tenne stretto alle piume sul collo del mostro. Capì che presto avrebbe sorvolato il villaggio, dove tutti i suoi amici e parenti assistevano stupefatti alla scena. Rekkas tentò con tutte le sue forze di portare il mostro più vicino al terreno. Ci riuscì. Nell'istante in cui la bestia planò sopra il villaggio, Rekkas si gettò di sotto. Gli dei furono benevoli, perché la bestia si allontanò subito e Rekkas atterrò su una pila di letame, con le piume strappate che gli piovevano addosso.

Da quel giorno, Rekkas visse con umiltà e senza mai cedere all'invidia. Il cacciatore sapeva che avrebbe potuto ricevere un epiteto ben peggiore di "Rekkas Pioggia di Piume".

—Da Storie del selvaggio sud: una raccolta di leggende delle nazioni barbare del Ferelden, di Dama Susanna Ashwell di Ansburg

Advertisement