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Testo del Codice

Quegli uomini di scienza che affermano il proprio dominio sulle fredde e trasversali leggi di questo mondo negherebbero l'ineffabile ferocia della natura, evocando la propria conoscenza come un uomo che tira la coperta a sé, sonnolento, per allontanare dalla mente consapevole la letargica oscurità di questo mondo. Tale mendacia è manifesta nel dorsopiumato.

Il suo becco uncinato descrive un sorriso che si fa beffe delle leggi dell'uomo e del Creatore, e tra le pieghe curve della sua pelle ruvida e squamosa non c'è traccia di elegante semplicità. Ma se è nella logica che volete trovare rifugio, osservate la sua prominenza dorsale, poiché negli aculei d'ebano che fuoriescono dalla schiena l'uomo di scienza non può non riscontrare le fredde e contorte guglie della città nera. Quale Creatore sbeffeggerebbe le nostre esuberanti trasgressioni marchiando la sua volontà in questo ripugnante divoratore di carne, in questo spazzino delle lande desolate e dei deserti? Quale messaggio possono gli uomini leggere tra gli aculei di questo insaziabile saprofago se non quello di una Città Dorata dei sogni che in realtà è Nera, sempre più Nera, come un'infezione venefica che proviene da uno spazio oltre lo scibile delle nostre menti insignificanti, in attesa di un nostro vacillamento. Per, infine, affliggerci con la comprensione del nostro vero posto nella vastità di questo apatico mondo?

—Da Anatomia delle bestie terribili, del barone Havard-Pierre d'Amortisan

Il maestro vuole semplicemente dire che pungono.

—Nota a margine scritta dallo scriba del barone, Dunwich


Ricerca ultimata: danni contro le bestie aumentati

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