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La Calma

Alcuni ridono di me, ma non mi importa più.

Una volta studiavo come loro. Apprendevo sotto la tutela di un incantatore e cercavo di padroneggiare l'arte di piegare la magia alla mia volontà, e anche se me la cavavo bene, sapevo che stavo lottando duramente. Vedevo il modo in cui l'incantatore mi guardava, le occhiate di sbieco di preoccupazione e disappunto. Gli altri apprendisti evocavano le fiamme, mentre io a fatica accendevo una candela.

Avevo paura della magia. Quando ero un ragazzo, mia nonna mi intratteneva con storie sulla terribile Flemeth, la Strega delle Selve. Mi raccontava dei magister e di come la loro magia malvagia aveva infettato il mondo con la Prole Oscura. Mi parlava dei demoni e di come questi erano attirati dai sogni di chi, come me, possedeva la magia. Mi raccontava tutto questo perché, diceva, il talento scorreva nel sangue della nostra famiglia.

E scorreva anche nel mio. Per tutta la mia gioventù ho temuto quell'idea, ho pregato il Creatore di non essere maledetto, ma sapevo che non potevo farci niente. Nel mio cuore ne ero consapevole. Quando i templari vennero alla nostra casa, io sapevo. La torre dei maghi era spaventosa, piena di segreti e di pericoli. I templari mi guardavano come se mi fossi potuto trasformare in un abominio davanti ai loro stessi occhi. Il mio incantatore cercò con pazienza di insegnarmi a controllare la mia forza di volontà, l'unica difesa che avevo contro un demone che avesse tentato di schiavizzarmi, ma era inutile. Quante notti ho pianto fino ad addormentarmi al buio, da solo?

Poi giunse infine il mio Tormento, la mia prova finale. Affrontare un demone, dicevano, o sottomettersi al Rito della Calma. Avrebbero reciso il mio collegamento con l'Oblio, così io non avrei più sognato e nessun demone avrebbe più potuto toccarmi, ma sarei stato anche incapace di praticare la magia e di provare qualunque emozione. Affrontare il demone avrebbe significato morte certa, quindi fu una scelta facile.

Non fu doloroso.

Ora rendo servizio in altri modi. Noi adepti della Calma gestiamo gli archivi. Mandiamo avanti la torre, compriamo i viveri e facciamo di conto. La nostra condizione ci consente di usare il lyrium senza controindicazioni, così siamo noi a incantare gli oggetti magici. Siamo i mercanti che vendono questi oggetti a chi viene autorizzato dal Circolo, e il ricavato della vendita fornisce sostentamento al Circolo.

Quindi, noi adepti della Calma abbiamo un'importanza fondamentale. Grandi e piccini mi guardino pure storto, ma senza di me starebbero decisamente peggio. Forse mi considerano un fallimento, ma io non provo alcuna vergogna. Non temo ciò che sono. Le ombre non sono che ombre, e io sono felice.

—Eddin il Mansueto, adepto della Calma del Circolo dei Magi di Porto Brullo, Liberi Confini.

Note

Icona bug Bug! La voce di Dragon Age II risulta inaccessibile, poiché il libro evidenziato come Diario dell'adepto della Calma è bloccato all'interno del tavolo.
ps3ps3 Se si consegna a Meredith la missione A piede libero e si interagisce con Elsa, si potrebbe ricevere la voce del codice anziché iniziare una conversazione con lei.
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