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Testo del Codice

È la prima volta che scrivo un diario. L'avrei fatto prima, se i Custodi me ne avessero lasciato il tempo. Comunque sia, ora sto morendo e non ho nessuno con cui parlare. Sono sola, con la musica nella mia testa che si fa sempre più forte. Mi sono sempre chiesta come un Custode capisse di sentire il Richiamo. L'ho domandato a Lyam, dopo qualche boccale di troppo. "Lo capirai", ha risposto. E l'ho capito.

Dapprima era solo un sussurro. Come un cigolio che sparisce con qualche goccia d'olio. Poi, però, non ho sentito altro che la musica. La sentivo quando brandivo il bastone, quando mi tergevo il sudore sulla fronte. Era nella risata di Lyam e mi perseguitava in sogno. Non saprei descrivere quel suono, quel canto, ma è come un veleno che divora la mente e consuma il corpo.

Sono venuta qui a morire. "Nella morte e nel sacrificio." Ma voglio lasciare il segno.

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Mi sono fatta largo tra l'orda dei prole oscura, trovandone sempre di più man mano che scendevo in profondità. Ma le Vie Profonde, che per me significavano soltanto Prole Oscura, rovine naniche, caverne e morte, vanno ben oltre le mie aspettative. Qui sotto c'è un intero mondo sotterraneo. Oggi ho visto delle piante con venature di lyrium. E mi sono immersa nell'acqua limpida e fresca di un lago, con cauti animali grandi e piccoli che non avevo mai visto. Non posso essere il primo Custode ad ammirare queste meraviglie.

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Ieri mi sono lasciata distrarre da tutte queste novità. Era ieri...? Ho abbassato la guardia, troppo sicura di me. È normale, quando sai che la morte è inevitabile. Fatto sta che ho visto qualcosa di orribile, anticipato da un tanfo inequivocabile: cadaveri. Hurlock, genlock e altre creature che non riconoscevo. Mutilati, torturati e gettati nelle fosse.

Sono scappata via. Non mi sono accorta del buco. Ho le gambe spezzate. Dovrebbero farmi male, ma non sento nulla. A parte la musica, troppo forte. E la fame.

Posso ancora strisciare. Non voglio morire così.

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