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Testo del Codice

Quando si lanciano all'attacco, i Guerrieri della Cenere diventano delle furie. Con i loro fedeli segugi e le loro feroci urla in battaglia, questi guerrieri possono annientare qualsiasi avversario. Ma il vero spettacolo, se così si può definire, ha inizio se lo schieramento nemico resiste all'impatto iniziale. Penna e calamaio non possono ricreare l'indomita potenza dei loro assalti.

Nonostante la loro indubbia fama, esistono numerose idee erronee riguardo alla figura dei Guerrieri della Cenere. Alcuni credono che questi mercenari siano in prevalenza membri delle tribù Avvar o Chasind. In effetti le loro armature sono di evidente matrice barbarica, ma è importante sottolineare come i Guerrieri della Cenere siano quasi del tutto civilizzati. Nei miei viaggi come cronista e chirurgo ebbi modo di trascorrere diversi mesi insieme a loro, pur trovando ben pochi guerrieri disposti a confidarmi la loro storia. I pochi racconti che riuscii a strappare narravano gesta al limite dell'incredibile.

Tra i protagonisti di queste storie ci sono piromani unitisi ai Guerrieri della Cenere sulla forca, fratricidi e altri personaggi dal terribile passato. Diventando Guerrieri della Cenere i loro crimini vengono condonati, ma da questo momento in avanti è come se non fossero mai venuti al mondo. Qualsiasi documento legale (come contratti, certificati di nascita o di matrimonio) viene cancellato. Ciò li rende piuttosto simili ai membri della Legione dei Morti nanica. La loro nuova vita è votata unicamente alla redenzione e al servizio.

Durante la mia prima notte in loro compagnia, restai stupito quando mi chiesero di recitare qualche verso del Canto della Luce. Nonostante il loro aspetto torvo e inquietante, mi sembravano ansiosi di ascoltare il Canto quanto il più fedele dei parrocchiani. Mi chiesi se anche i primi missionari si fossero sentiti così, vedendosi circondati dai barbari. Ma in me sorgevano nuovi dubbi man mano che scoprivo di più sul loro conto. Erano mercenari che non chiedevano compensi, uomini senza passato, sudditi del re senza avergli mai giurato fedeltà. Non sarei mai riuscito a svelare tutti i loro misteri neanche se fossi rimasto con loro per decenni.

—Da "Annali della Marcia Scarlatta", di Fratello Bedine, studioso della Chiesa

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