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Testo del Codice

Nell'inverno più cupo, dal Tevinter più nero,
Quell'oro trafugato per una vita poteva sfamarci.
Imbarcando acqua, ormai disperavamo
Di giungere in un porto che asilo potesse darci.

Ma scorgemmo un'isola, riparo sicuro.
Alle sue rive approdammo ormai senza fiato.
Subito gli spiriti ci furono intorno,
E subito il bottino fu condannato.

Il capitano, strillarono, aveva colpito
Un garzone per caso davanti al tesoro.
E i suoi giorni finirono scivolando su un masso,
Il cranio spezzato, senza godere dell'oro.

Il primo ufficiale aveva strangolato
La placida guardia che diede l'allarme.
Inciampò sul sartiame del malconcio relitto,
E impiccato rimpianse di aver ucciso l'inerme.

La fanciulla nel bagno, il suo ultimo sguardo mi colse
Strozzandola la chiave le sfilai dal collo.
Se mi vogliono annegato, gli spiriti si rassegnino,
Con l'oro insanguinato resterò qui, all'asciutto e satollo.

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