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Testo del Codice

La Chiesa ha svolto diverse indagini per determinare se l'arte dei rabdomanti possa essere considerata magia, ma senza giungere ad alcuna conclusione. Nel 3:86 Era delle Torri, la Divina Joyous II dichiarò che la pratica della rabdomanzia era ammessa dalla Chiesa in quanto i rabdomanti non avevano mai cercato di usare le loro abilità per scopi malvagi.

Ne seguì un breve dibattito teologico su quali scopi malvagi potesse mai prefiggersi un rabdomante. Il crimine peggiore commesso da un rabdomante, suggerì la Somma Sacerdotessa Willhemina di Hossberg, poteva consistere nel lasciare dei vermi velenosi nell'offertorio della Chiesa. E la Chiesa, pur riconoscendone l'inaccettabilità, concordò sul fatto che si trattasse di una minaccia di lieve entità.

—Da "Di Fuochi, Circoli e Templari: storia della magia nella Chiesa" di Sorella Petrine, studiosa della Chiesa

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