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Testo del Codice

Molto tempo fa, un soldato di Gwaren stava tornando a casa dopo vent'anni di guerra. Aveva venduto la sua spada in cambio di un passaggio fino a Denerim e aveva dovuto attraversare la Foresta di Brecilian senza nulla da mangiare, a parte una crosta di pane.

Lungo il cammino aveva incontrato un taglialegna cieco seduto su un ceppo. "Ecco qualcuno che sta peggio di me", aveva detto il soldato, e aveva donato al vecchio l'ultimo pezzo di pane che gli restava. L'anziano gli diede la sua benedizione e gli donò l'ascia per ringraziarlo.

Il soldato proseguì il suo cammino e presto scese la notte. Si addormentò sul ramo di un albero e tenne al proprio fianco l'ascia del taglialegna per difendersi dai banditi e dalle belve. Quando la luna era alta in cielo, fu svegliato dal rumore di un pianto. "Mostrati!" gridò, ma il soldato non trovò nessuno nei paraggi.

"Aiutami", disse l'albero su cui dormiva, "Un mago mi ha trasformato in albero e non potrò mai più essere libero. Se hai pietà di me, tagliami affinché il mio spirito possa tornare al Creatore".

E così il soldato prese l'ascia e colpì l'albero. I tagli sanguinavano come fossero ferite e presto sangue caldo ricoprì l'ascia e bruciò le mani del soldato. Ma lui strinse saldamente l'arma e abbatté l'albero. Questi tremò quando toccò terra e dalle sue schegge si levò un demone, che si inchinò al soldato e svanì nell'Oblio.

Il soldato era infreddolito e terrorizzato e non riuscì più a dormire. Al mattino la scure bruciava ancora come il sangue del silvano ma, nonostante quel calore, lui non riuscì a scaldarsi. Dicono che concluse i suoi giorni a Gwaren a tagliare legna per i suoi sette falò, tremando e maledicendo gli spiriti.

Voci collegate

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