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Testo del Codice

Confesso la mia preoccupazione nell'osservare il numero sempre maggiore di maghi che vincolano molteplici spiriti a un singolo oggetto. Per i mortalitasi, interagire con gli spiriti è un compito serio, quasi intimo. Questi "ammaliatori", come amano definirsi, vincolano molti spiriti semplici, solitamente a libri o a oggetti su cui è facile applicare le rune. Così facendo, sminuiscono la portata dell'interazione con gli spiriti, riducendola a un mero esercizio meccanico.

Che tale magia sia utile all'ammaliatore, non lo metto in dubbio. Nonostante il potere contenuto in tali oggetti sia difficile da concentrare, la magia che emana può essere facilmente distribuita entro una vasta area, potenziando gli alleati del mago. Gli ammaliatori affermano che nessuno spirito è in grado di spezzare il loro vincolo, e che gli spiriti non sanno collaborare a sufficienza per attuare un piano di fuga. Inoltre, siccome tutti i vincoli sono legati all'ammaliatore, non c'è il rischio che tali libri incantati finiscano nelle mani sbagliate.

Tuttavia, quei libri sono nelle loro mani. E io sono preoccupato. Nonostante questa pratica si sia ormai diffusa in quasi tutto il Thedas, pare abbia avuto origine nel Tevinter. Questi maghi vincolano spiriti e demoni con eccessiva prontezza, e non è naturale per gli spiriti restare in questo mondo per lunghi periodi di tempo. Il nostro creatore ha posto il Velo tra il nostro mondo e l'Oblio per un motivo. Chi siamo noi per interpretare i suoi desideri?

Forse con l'età sono diventato troppo conservatore.

—Da Vita tra i morti dell'incantatore Rodomonte Van Heigl, membro anziano dei mortalitasi


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