Dragon Age Wiki
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Questa è una delle storie brevi dei compagni di Dragon Age II. Questa in particolare è una traduzione non ufficiale del racconto di Varric che è stato scritto da Mary Kirby e pubblicato esclusivamente in inglese nel 2013.

Storia[]

L'Impiccato: chiassoso, puzza di birra rovesciata e di carne bruciata, e ad ogni ora del giorno, affollato di gente onesta che fa le più disperate, pazze o imbarazzanti cose di cui non si ricorderà la mattina.

Il mio posto preferito al mondo.

Gallard si strofina l'orecchio e mi guarda torvo da sopra le sue carte. “Bene, ci stai o no?” Il povero elfo ha perso quattro sovrane finora, e la notte non si prospetta sua amica. Si sposta sulla sedia.

“Ci sto”. Getto un altro argento sul mucchio. “Ser Thrask?” Il templare si fissa la mano come se la sacra Andraste potesse apparirgli. Potrebbe essere così, per quanto ne so. Ha bevuto tre pinte e ondeggia leggermente.

Al suono del suo nome, Thrask alza lo sguardo dalle sue carte e mi strizza l'occhio. “Stai bluffando. Non puoi ingannarmi, nano.”

“Le ultime tre mani dissentono”, borbotta Gallard, continuando a strofinarsi l'orecchio. Gli è stato tolto un pezzo; ha avuto fortuna in un combattimento con i coltelli nella città oscura qualche anno fa, e non riesce a tenere le mani lontane dalla cicatrice quando è nervoso. “Se stai chiamando, chiama. Non guardarlo negli occhi.”

“Beh, come biasimarlo? Sono terribilmente bello”. Spazzolo un po' di polvere immaginaria dal mio cappotto. Gallard si sforza di non ridere e ci riesce quando la porta della taverna si apre.

“Varric Tethras? Qualcuno ha visto Varric Tethras?”. Il messaggero indossa la livrea della gilda dei mercanti. Non si tratta tanto di un'uniforme specifica, quanto di un'aura visibile di presunzione. Non fa più di due passi all'interno, forse per paura di essere attaccato o, più probabilmente, perché non vuole sporcarsi i vestiti nella città inferiore.

“Mai sentito nominare”. È il coro che proviene da tutta la stanza. Il messaggero resta sulla soglia per un altro istante, strizzando gli occhi nella taverna buia, poi gira i tacchi e se ne va.

“Allora, ser cavaliere?” Sfodero il mio sorriso più affascinante per Thrask, che risponde mandando giù la birra rimasta nel suo boccale.

Il templare annuisce. “Vedo quell'argento e ne rilancio un altro.”

“Mi chiamo fuori”. Gallard sospira. “E tu, ser, sei più pazzo di un branco di ghiottoni.”

“Io ci sto”. Sorrido di nuovo e faccio un gesto alla cameriera.

“Ora che ho perso quattro sovrane e mezza per te, Varric, voglio sapere. Cos'è questa storia di tuo fratello che va nelle Vie Profonde?”. Gallard si china in avanti e i suoi occhi catturano la luce come quelli di un gatto.

“Non è ancora una vera e propria storia. Dovrò aspettare a raccontartela dopo il nostro ritorno”. La cameriera mi porta un bicchiere di vino, che faccio gran mostra di annusare. La cantina dell'Impiccato è terribile. In realtà non bevo nulla qui. Ordino il vino perché nelle taverne la gente si innervosisce se passi tutta la notte a parlare con loro e non hai mai un bicchiere in mano.

“Nessuno torna dalle Vie Profonde”. Thrask borbotta. Lui beve davvero qui. Se avessi il suo lavoro, probabilmente berrei anch'io di più.

“Eddie quattro dita dà a questa spedizione di Bartrand una probabilità di quindici a uno, Varric”. Gallard scuote la testa. Affidarsi alla Cerchia per fare i conti sulla mia aspettativa di vita. Io sorrido e scuoto la testa.

La porta della taverna si apre sbattendo e appare un altro messaggero. “Varric Tethras? Devo trovare Varric Tethras. È una questione di affari urgente.”

“Mai sentito nominare.”

Il secondo messaggero scompare.

Il templare aggrotta il capo. “Verrai ucciso laggiù. Ho sentito parlare i rifugiati del Fereldan. Dei mostri contorti che vivono nell'oscurità.”

L'elfo annuisce, strofinandosi l'orecchio dentellato. “Sinceramente, Varric. Lascia che Bartrand vada da solo.”

Scuoto di nuovo la testa. “Thrask, ci stai?”.

“Ci sto”. Thrask posa le carte sul tavolo e si siede, aspettando.

“Quattro cavalieri”. Sorrido, raccogliendo le mie vincite. “Non accetterei una scommessa del genere, Gallard. Non bluffo sempre, sai.”

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