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Gli antichi mosaici sono una serie di quattro note ottenibili dai mosaici situati attorno alle rovine montane elfiche.

Testo della nota[]

Mosaico 1 - Il benvenuto del Lupo

Il benvenuto del Lupo[]

Una potente magia porta con sé una sensazione di accoglienza. Appaiono delle immagini: schiavi elfici, fuggiti da questo luogo in tempi antichi, vengono accolti da altri che si prendono cura delle loro ferite. Non si odono le parole, ma si avvertono:

"Fen'Harel vi porge il benvenuto. Riposate, sapendo che il Temibile Lupo veglia su di voi e le sue truppe sorvegliano questa vallata. Qui siete liberi. Affidandovi a noi, non sarete mai più schiavi."


Il commento dell'Inquisitore:

  • "Quello sembrava del velfuoco. Questo luogo... era un rifugio per schiavi elfici. Questa intera vallata era un santuario 'creato dal Temibile Lupo, Fen'Harel'. Tutto questo non ha senso. Nelle leggende dalish, Fen'Harel è il dio della sventura."
Mosaico 2 - La promessa di Fen'Harel

La promessa di Fen'Harel[]

Una potente magia porta con sé una punta di speranza. Appaiono delle immagini: un uomo con una pelle di lupo accanto a un gruppo di schiavi liberati, le mani strette in segno di amicizia. Non si odono le parole, ma si avvertono:

"Fen'Harel è stato a torto definito un dio, mentre in realtà è un mortale come voi. Egli non ha alcuna veste divina e non desidera essere considerato in tal modo: si pone a capo soltanto di coloro disposti a seguirlo. Ognuno deve scegliere per se stesso."


Il commento dell'Inquisitore:

  • "Questo è... Fen'Harel che aiuta quelli che una volta erano schiavi come un mortale. Non come un dio."
Mosaico 3 - Le menzogne degli Evanuris

Le menzogne degli Evanuris[]

Una potente magia porta con sé una sensazione di furia implacabile. Appaiono delle immagini: maghi elfici che riducono in schiavitù decine di migliaia di individui, arrogandosi diritti divini. Non si odono le parole, ma si avvertono:

"Gli dei, i nostri Evanuris, si proclamano divini, eppure sono solo dei mortali potenti nella magia, che possono morire come tutti. In questo luogo, noi spieghiamo come vedere oltre le loro menzogne, a coloro che si uniscono a noi."


Il commento dell'Inquisitore:

  • "Qui dice che gli 'dei' elfici erano semplicemente degli 'Evanuris', maghi potenti ma mortali. Se è così, Fen'Harel insegnava agli schiavi liberati la verità sui 'falsi dei'."
Mosaico 4 - La rimozione dei vallaslin

La rimozione dei vallaslin[]

Una potente magia porta con sé una sensazione di determinazione. Appaiono delle immagini: ex schiavi schierati insieme a Fen'Harel, armati e potenti. La loro pelle è pulita; i tatuaggi sui loro volti, i vallaslin elfici, sono spariti. Non si odono le parole, ma si avvertono:

"Il marchio degli Evanuris può essere rimosso, che tutti sappiano che vi opponete alla loro crudeltà. Qui non esistono schiavi. Qui tutti sono sotto la nostra protezione. Qui tutti possono scegliere di combattere."


Il commento dell'Inquisitore:

  • All'affresco sopra il mosaico: "Quello è Fen'Harel. Sta rimuovendo i marchi dal volto di un elfo dalish? Solas ha detto che venivano usati per marchiare gli schiavi."
  • Nell'armeria sotto il mosaico: "Armi nascoste. Gli schiavi liberati combattevano contro gli Evanuris che si spacciavano per divinità."

Note[]

  • Nessuno dei testi delle note sopra menzionati è incluso nel Codice.
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