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Durante la missione Nel tuo cuore arderà[]

  • Giselle: Shhh, dovete riposare.
  • Inquisitore: Vanno avanti da ore.
  • Giselle: Possono permetterselo, grazie a voi. Il nemico non ha potuto seguirci, così abbiamo tutto il tempo di accusarci a vicenda. Le lotte intestine possono diventare pericolose quanto quel Corypheus.

Investiga: (Dov'è Corypheus adesso?)

  • Inquisitore: Sappiamo dove sono Corypheus e le sue armate?
  • Giselle: Non sappiamo neppure dove siamo noi. Forse è per questo che malgrado le ingenti forze ancora al suo comando non c'è alcuna traccia di lui. Sempre che non vi creda morta/o. O che non ci consideri più una minaccia ora che abbiamo perso Haven. O che non stia preparando un altro attacco. Non posso pretendere di conoscere i propositi di quella creatura, ma solo i suoi effetti su di noi.

(Devo aiutarli a pianificare.)

  • Inquisitore: Se stanno discutendo le nostre prossime mosse, devo essere presente.
  • Giselle: Un'altra voce accalorata non aiuterà. Neppure se fosse la vostra. Anzi, specialmente la vostra.

(Urlare non serve a nulla.)

  • Inquisitore: Urlare non servirà a nulla, se non a farmi scoppiare la testa. Di nuovo.
  • Giselle: Lo sanno bene. Però la nostra situazione... la vostra situazione... è complicata.

(Non deve riuscire a trovarci.)

  • Inquisitore: Se quell'essere ci sta ancora alle costole, dobbiamo muoverci.
  • Giselle: Non sanno verso dove. E sono sorte altre domande. Su di voi.
  • Giselle: I condottieri sono in difficoltà per via di ciò che abbiamo visto noi superstiti, ovvero la caduta di chi doveva proteggerci. E ora abbiamo assistito al vostro ritorno. Quanto più il nemico ci incalza, tanto più miracolose appaiono le vostre azioni. E le nostre sofferenze sembrano una prova di fede. È difficile da accettare. Ciò che siamo stati chiamati ad affrontare. Ciò in cui, forse, siamo stati portati a credere.

Investiga: (Non è una resurrezione.)

  • Inquisitore: Sono sopravvissuta/o alla valanga. Non sono morta/o e poi risorta/o.
  • Giselle: Sì, i morti non possono attraversare il Velo e rientrare in questo mondo. Ma la gente sa cosa ha visto. O forse cosa aveva bisogno di vedere. Il Creatore decide cosa far accadere e come ciò debba essere ricordato. Davvero possiamo affermare che il cielo non sia con noi?

Investiga: (Dovremmo credere a Corypheus?)

  • Inquisitore: Avete visto Corypheus. Che ne pensate della sua volontà di "conquistare i cieli"?
  • Giselle: Si narra che alcuni magister del Tevinter al servizio dei falsi Antichi Dei entrarono nell'Oblio arrivando alla Città Dorata, dimora del Creatore. Per punizione, furono cacciati e tramutati in prole oscura. La loro tracotanza scatenò i Flagelli e quel giorno il Creatore ci abbandonò. Se dobbiamo credere a Corypheus, egli è un mostro oltre ogni immaginazione. L'umanità paga ancora oggi per quell'antico peccato. Se fosse vero, anche in minima parte, il motivo per cui Andraste ha scelto qualcuno da opporgli sarebbe ancora più chiaro.

Continua a investigare: (Ha detto che non c'erano dei.)

  • Inquisitore: Corypheus ha detto che quella città era vuota e corrotta. Tutt'altro che "dorata".
  • Giselle: Se davvero l'ha visitata, ne è uscito cambiato in tutto. Non si tratta di un'esperienza destinata agli esseri viventi. Forse sono menzogne di cui egli deve convincersi, per non riconoscere di essere disprezzato dal Creatore. Io stessa non riuscirei a sopportarlo.

Le seguenti opzioni di dialogo portano Giselle a spingere gran parte dell'Inquisizione a cantare The Dawn Will Come. Dopo che la canzone finisce, dirà un'altra linea di dialogo in base alle opzioni scelte dall'Inquisitore:

(Colpa del fanatismo religioso.)

  • Inquisitore: Tutto questo è accaduto a causa dei fanatici e delle discussioni sull'"altro mondo". È tempo che iniziamo a credere in questo.
  • Giselle: Il mondo è uno solo, Araldo. Cambia solo il nostro ruolo in esso.

(La fede non basta.)

  • Inquisitore: Madre Giselle, non capisco che importanza abbiano le mie convinzioni. Bugiardo o meno, Corypheus è una minaccia concreta, fisica. Non possiamo lottare armati di sola speranza.
  • Giselle: A un esercito non basta avere un nemico. Ha bisogno di una causa.

(È una perdita di tempo.)

  • Inquisitore: Se il nemico è ancora là fuori, queste domande non hanno importanza. Ci servono soldati e armi. Corypheus non bada alle nostre convinzioni.
  • Giselle: Corypheus dovrà badarci. Contrasteremo le sue grandi menzogne con indubbie verità.

Solo per un Inquisitore fedele: (Ho perso la fede.)

  • Inquisitore: Qualsiasi fossero le mie convinzioni, non ho avuto alcun "aiuto divino" mentre Haven veniva distrutto. Voglio credere che Andraste sia con me, ma tutto mi spinge a dubitarne.
  • Giselle: Forse voi avete perduto la fede, ma loro no. L'hanno appena trovata.

Solo per un Inquisitore fedele: (La mia fede non ha aiutato.)

  • Inquisitore: In cuor mio so di essere stata/o predestinata/o a questo, ma a Haven non è servito. Voglio credere che Andraste sia con me, ma tutto mi spinge a dubitarne.
  • Giselle: I dubbi aiutano a rinsaldare la fede. Da sola, non vale nulla.

Solo per un Inquisitore non fedele: (Ho fede, ma basterà?) - Questa opzione cambierà l'allineamento dell'Inquisitore a "fedele".

  • Inquisitore: Forse sono stata/o predestinata/o a questo, ma a Haven non è servito. Voglio credere che Andraste sia con me, ma tutto mi spinge a dubitarne.
  • Giselle: I dubbi aiutano a rinsaldare la fede. Da sola, non vale nulla.

Solo per un Inquisitore non fedele: (Continuo a non avere fede.)

  • Inquisitore: Non mi importa come la pensiate tutti quanti. Al Conclave e a Haven non ho avuto alcun "aiuto divino". È una battaglia che dovrò combattere da sola/o.
  • Giselle: La fede forse non ha ancora trovato voi, ma ha già trovato loro.
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