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Non ho mai voluto questo incarico. Cacciare demoni era molto più semplice della politica.

Ameridan è stato l'ultimo capo dell'originale Inquisizione, prima di scindersi pochi anni dopo la nascita della Chiesa.

Background[]

Era un audace cacciatore e un amico stretto di Kordillus Drakon, l'imperatore orlesiano che ha fondato la Chiesa nel Thedas. Ameridan è descritto sia come un combattente ardimentoso che un uomo di fede. È scomparso all'inizio dell'Era Divina, poco dopo che l'Inquisizione si divise nell'Ordine dei Templari e nei Cercatori di Verità. Alcuni credono che sia morto in una delle sue celeberrime cacce al drago, altri che sia volutamente uscito dalla sfera pubblica per non adombrare l'ordine templare appena formatosi. Nonostante l'operazione di setaccio da parte dell'Imperatore Drakon, Ameridan non fu mai più rintracciato.[1]

Nell'immaginario comune, le sue abilità nel combattimento unite alle capacità magiche con cui predava demoni e ogni sorta di pericolosa minaccia, gli valsero la reputazione di eroe. Fu la sua indole indissolubile ad agire per il bene comune insieme alla volontà di riportare l'ordine, a renderlo di riflesso un Inquisitore.

Coinvolgimento[]


“Il passare degli anni può essere rallentato, ma non ignorato.” — L'Inquisitore
Questa sezione contiene spoiler per: il DLC Le Fauci di Hakkon. Clicca per rivelare.

Ameridan non era invece ciò che crede la maggior parte dei teodosiani. Era un elfo delle Valli devoto al Creatore e al pantheon elfico, che amava una maga sognatrice elfica di nome Telana. I suoi più cari amici dell'Inquisizione erano così differenti tra loro da sembrare impensabili: un templare di nome Haron, una nana alchimista di nome Orinna e persino uno spirito lo accompagnava senza temerlo.[2]

Stando ad Ameridan, quando l'Inquisizione si unì alla Chiesa, c'era bisogno di un condottiero che ispirasse lealtà anziché paura. Fu Drakon a pregarlo di diventare l'Inquisitore come simbolo di unità, così Ameridan ha preso il mantello per dovere.

Durante la minaccia del secondo Flagello, gli Avvar della Conca Gelida si spazientirono per l'immobilità del Ferelden e convocarono il loro dio, Hakkon, sotto forma di un alto drago. Ameridan è riuscito a sigillare il drago e se stesso con la magia del tempo, rimanendo in stasi per ottocento anni. Nell'anno 9:41 del Drago, il tentativo delle Fauci di Hakkon di trascinare la loro divinità in un altro vascello, viene ostacolato dall'attuale Inquisitore che affronta il loro autoproclamato leader. Dopo averlo sconfitto, Ameridan dialoga con l'Inquisitore.

Se l'Inquisitore è un elfo, Ameridan viene informato della caduta delle Valli e si lamenta amaramente per la perdita, così come del tradimento da parte del figlio di Drakon, quando viene messo al corrente di ciò che è accaduto. Se l'Inquisitore è un Vashoth, Ameridan non riconosce la razza e si chiede fino a che punto l'impero di Drakon deve essersi esteso per abbracciare tale popolo. Se Cassandra è nel gruppo, chiede come il capo dei Cercatori possa essere un mago. Ameridan spiega che sebbene gli Inquisitori fossero soprattutto Cercatori, hanno accolto con favore l'aiuto dei maghi e li hanno inclusi nei loro ranghi allo scopo di cacciare demoni e maleficarum. Se Cassandra conosce la verità sui Cercatori e sul Rito della Calma, Ameridan rivela di essersi opposto alla pratica diffusa della Calma per timore che potesse portare ad abusi, così i suoi compatrioti hanno promesso di impedire che ciò accadesse. Tuttavia, in epoca contemporanea è stato utilizzato come mezzo per controllare maghi ritenuti pericolosi e talvolta come misura punitiva.

I ricordi di Ameridan indicano inoltre che non nutriva per gli umani di Orlais lo scetticismo che avevano molti elfi che vivevano nelle Valli. Sperava anche di tornare rapidamente dopo aver legato Hakkon, per aiutare l'Imperatore Drakon a respingere la crescente presenza della Prole Oscura a Orlais durante il secondo Flagello. Ameridan era consapevole dell'opinione comune del suo popolo secondo cui l'impero di Drakon era poco meglio dell'Impero Tevinter; la loro apprensione era probabilmente dovuta al modo in cui Drakon creò il suo impero invadendo i suoi vicini,[3] costringendo i suoi sudditi a convertirsi al suo particolare Culto del Creatore e abbattendo seguaci di diverse fedi.[4] Ameridan non condivideva la loro apprensione, credendo che se le Valli non si fossero schierate con Orlais contro la Prole Oscura, avrebbero perso tutto ciò che avevano guadagnato. Si rese conto che la sopravvivenza del Thedas dipendeva dalle razze che combattevano insieme per obiettivi comuni.[5]

Nonostante il successo dell'Inquisitore nello sventare il piano degli Hakkoniti, il loro rituale parzialmente completo interrompe i vincoli di Ameridan. Hakkon sarebbe presto stato liberato mentre Ameridan, il cui corpo è diventato completamente esausto, a causa dei secoli passati a sostenere i legami, si riduce in polvere. Prima di svanire però, Ameridan assegna il compito di distruggere Hakkon al suo successore e lascia al gruppo alcuni regali di addio.

Missioni[]

missionedaimissionedai La fine di Ameridan
missionedaimissionedai Dove un tempo camminavamo

Voci del Codice[]

Voce del Codice: Ameridan e la maga Voce del Codice: Ameridan e la maga

Voce del Codice: Antico documento conservato in una custodia per pergamene Voce del Codice: Antico documento conservato in una custodia per pergamene

Voce del Codice: A quale prezzo Voce del Codice: A quale prezzo

Voce del Codice: Il primo grande incantatore Voce del Codice: Il primo grande incantatore

Voce del Codice: Inquisitore Ameridan Voce del Codice: Inquisitore Ameridan

Voce del Codice: Pagine trovate vicino a un vecchio fuoco da campo Voce del Codice: Pagine trovate vicino a un vecchio fuoco da campo

Voce del Codice: Questione di precisione Voce del Codice: Questione di precisione

Voce del Codice: La caccia al lupo demone Voce del Codice: La caccia al lupo demone

Riferimenti[]

  1. Descrizione dell'Elmo dell'Inquisitore.
  2. Dai ricordi di Ameridan.
  3. Voce del Codice: Storia della Chiesa: capitolo 4
  4. Voce del Codice: Le Figlie della Canzone
  5. Dalla missione Dove un tempo camminavamo.
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